"C’è un detenuto, tra i molti che vivono nelle carceri italiane, sottoposto a un regime di reclusione che rischia di portarlo alla morte: Bruno Contrada. Al di là di tutte le valutazioni in merito alle sue vicende giudiziarie e all’esito dei dubbi procedimenti che lo hanno visto per il momento soccombere di fronte alle accuse di un gruppo di collaboratori di giustizia, la permanenza in carcere di Contrada è contraria al senso di umanità e all’antica civiltà giuridica italiana. Con il presente appello i sottoscrittori chiedono alla Magistratura e alla Presidenza della Repubblica di prendere tutte le misure necessarie a sollevare nel più rapido tempo possibile Bruno Contrada dall’attuale stato di detenzione, affinché una condanna alla reclusione non si tramuti in una vera e propria condanna a morte.”
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Andrea Bellantone (Presidente di Eurolab – Laboratorio d’Europa)
Giuseppe Lipera (Legale di Bruno Contrada)
Francesco Cossiga (Senatore a vita, Presidente emerito della Repubblica)
Giuliano Ferrara (Direttore Il Foglio)
Daniele Capezzone (Deputato, Decidere.net, Direttore "Il Velino")
Fabrizio Cicchitto (Deputato, Vice coordinatore nazionale di Forza Italia)
Margherita Boniver (Deputato, Forza Italia)
Marco Taradash (Giornalista, La TV delle Libertà)
Francesco Storace (Senatore, Segretario La Destra)
Piero Vigorelli (Vicedirettore TG5)
Fernando Mezzetti (Giornalista, Quotidiano Nazionale)
Dino Cofrancesco (Professore universitario, Genova)
Girolamo Cotroneo (Professore universitario, Messina)
Giorgio Israel (Professore universitario, Roma)
Gianmarco Chiocci (Giornalista, Il Giornale)
Gaetano Quagliariello (Senatore, Forza Italia, Presidente Fondazione Magna Carta)
Laura Camis de Fonseca (Presidente Fondazione De Fonseca)
Anna Bono (Professore universitario, Torino)
Andrea Manzi (Giornalista, Vice Direttore Il Roma)
Giuliano Cazzola (Professore universitario, Giornalista, Presidente Comitato Biagi)
Stefano Magni (Giornalista, L’Opinione)
Giancarlo Loquenzi (Giornalista, Direttore L’Occidentale)
Lino Jannuzzi (Senatore, Forza Italia)
Carmine Santo Patarino (Deputato, Alleanza Nazionale)
Anita Friedman (Associazione Un viaggio in Israele)
Comitato Bruno Contrada (Marina Salvadore, Mauro Caiano, Maria Venera, Domenico Di Renzo, Antonio Di Rosario)
Adriana Bolchini Gaigher (Presidente nazionale O.D.D.I.I. Osservatorio del diritto italiano e internazionale)
Alessio Di Carlo (Avvocato, Responsabile Giustizia Giusta - www.giustiziagiusta.it)
Dimitri Buffa (Giornalista, L'Opinione)
Mimmo Porpiglia (Giornalista, Direttore La Gente d'Italia)
Giovanni Venezia (Pubblicista, direttore www.ilpungolo.com)
Carmelo Garofalo (Giornalista, direttore "L'Eco del Sud")
Shaykh Abdul Hadi Palazzi (Direttore Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana)
Gregorio Piaia (Professore universitario, Padova)
Giuseppe Lanzillotta (Segretario Generale fondazione Magna Carta)
Lillo Maiolino (Giornalista)
Capo del governo pakistano due volte, tra il 1988 e il 1996, rientrata nel paese per partecipare alle prossime elezioni, Benazir Bhutto è rimasta uccisa da un attentato. Durante un comizio a Rawalpindi sarebbe stata crivellata di colpi da un sicario, che successivamente si sarebbe fatto esplodere, lasciando morte decine di altre persone innocenti. L’assassinio è già stato rivendicato da Al Qaeda, che aggiunge al sangue della leader dell’opposizione pakistana quello della miriade delle sue vittime precedenti.
Chiedere la grazia a favore di Bruno Contrada non significa voler spaccare l’opinione pubblica tra colpevolisti e innocentisti. Chi si schiera a favore dell’uscita dal carcere dell’ex dirigente del SISDE non vuole infangare il nome dei tanti onesti e irreprensibili servitori dello Stato, morti per mano della mafia, su tutti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, né capovolgere l’ultima decisione della Cassazione che a maggio scorso ha confermato la sentenza di primo grado e condannato l’ex funzionario di Polizia a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
Vogliamo bene a Rita Borsellino. Le siamo vicini perché ha deciso di continuare la battaglia morale di suo fratello contro la mafia e per la Sicilia. Ma non possiamo seguirla in ogni passo che decide di compiere. A volte, infatti, la furia antimafia diventa un’ideologia e finisce per accecare irrimediabilmente chi ne viene affetto. Si tratta di una malattia pericolosa, contro la quale non ci sono vaccini e da cui bisogna proteggersi con uno stile di vita intellettuale molto rigoroso. Guai a chi diventa un orbo dell’antimafia.
Da www.repubblica.it GORIZIA - Slovenia, Gorizia, il confine tra Germania, Polonia e Repubblica ceca. Cadono le frontiere. L'Europa è più aperta. Dalla mezzanotte di ieri, sono saliti da 15 a 24 i paesi aderenti alla Convenzione di Schengen, che prevede fra l'altro l'abolizione alle frontiere interne e il rafforzamento dei controlli all'esterno. Sono entrati nello spazio Schengen i 10 che hanno aderito nel 2004 all'Ue meno Cipro: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.
Sabato 2 agosto, a partite dalle 22 al Cabiria, siete invitati al "Welcome party" di apertura della "Summer School 2008" di Eurolab - Laboratorio d'Europa. La serata è organizzare per dare il benvenuto agli ospiti stranieri che parteciperanno alla School di quest'anno.
Nell'ambito degli scambi internazionali, all'interno del circuito di partners di "Eurolab - Laboratorio d'Europa", si comunica che è stata completata la lista degli 8 partecipanti che saranno ospiti ad agosto dell'Università "Pazmany Cattolica" di Budapest (Ungheria).