Lo storico britannico Timothy Garton Ash potrebbe forse aver affrettato le conclusioni sull’Europa, tuttavia anche il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier ha concordato nel suo discorso (uscito in anteprima in occasione del WDR Europe Forum di Berlino che si terrà il 9 giugno prossimo) con il giudizio dato sull’Europa da Ash. Secondo il ministro degli esteri, la gente in Europa ignora o non ha mai conosciuto le ragioni che spiegano il perché dell’Unione Europea ovvero che cosa ci sia di buono in essa e soprattutto perché convenga mantenerla.
All’indomani dell’implosione dell’emisfero orientale, il “Financial Times” di Londra ha così titolato un importante articolo dell’esperto economico del “B.B.C. World Service”, James Morgan: “La caduta del blocco sovietico ha lasciato il Fondo Monetario Internazionale ed i G7 a governare il mondo e a creare una nuova era imperiale”. Secondo questo schema, “la costruzione di un nuovo sistema mondiale è coordinata dal gruppo dei 7 (paesi più industrializzati), dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale e dal “Gatt” (General Agreement on Tariffs and Trade) in un sistema di dominio indiretto che ha comportato l’integrazione dei leader dei paesi in via di sviluppo nella rete di una nuova classe dirigente”, che, non a caso, risulta essere quella vecchia. Morgan denuncia: “l’ipocrisia delle nazioni ricche che reclamano l’apertura dei mercati nel Terzo Mondo mentre chiudono i propri”.
La storia non racconta, ma i corridoi sì, che quando Indro Montanelli entrò nell’ufficio di via Solferino, il direttore del “Corriere della Sera”, Piero Ottone lo guardò con sguardo affranto, poi abbassò la testa, quindi nel rialzarla la accompagnò con una secca frase: “La proprietà mi ha chiesto di licenziarti. Sai quanto mi rammarica questo per l’amicizia che ci lega da decenni”.
Montanelli che non amava tanto i giri di parole quasi interrompendolo replicò: “E tu cosa hai deciso?” Rispose Ottone: “Di licenziarti”. Concluse non diplomaticamente Montanelli: “..E allora vaffanculo!”. Girò le spalle, uscì e chiuse la porta di quell’ufficio e la sua carriera al “Corrierone”.
La settimana scorsa la prestigiosa testata britannica, The Economist, ha pubblicato un articolo che discute sul senso della storia all’interno dell’Unione Europea, richiamando l’attenzione al pericolo che potrebbe essere causato dalla non curanza da parte di Bruxelles delle lamentele di origine storica, non sempre giuste o giustificate, dei nuovi paesi membri.
Tante problematiche nuove e ardenti preoccupano l’UE allargata a 27 membri, con dieci paesi provenienti dall’ex-blocco comunista. Alcune delle questioni più spinose rendono particolarmente tese le relazioni tra Russia ed i nuovi membri dell’UE, come la questione del divieto d’importazione di carni polacche da parte russa o la chiusura di un gasdotto lituano. Rimane poi teso il rapporto con l’Estonia per via delle polemiche in merito al trattamento discriminatorio dei cittadini russi e alla rimozione della statua del milite dell’Armata Rossa a Tallinn.
“Sono sempre stato europeo e credo nella grande costruzione dell’Europa; però chiedo ai capi di Stato degli altri Paesi di ascoltare i propri popoli, così che l’Europa non diventi una sorta di cavallo di Troia estraneo alla gente.” Con queste parole il figlio dell’aristocratico ungherese si prepara a guidare la Francia.
Nicolas Sarkozy, al secondo turno, la spunta su Sềgolềne Royal preparandosi a varcare la porta d’ingresso dell’Eliseo, raccogliendo il testimone da Jacques Chirac che ha tenuto - tra non poche bufere - la barra del comando negli ultimi 12 anni.
Sabato 2 agosto, a partite dalle 22 al Cabiria, siete invitati al "Welcome party" di apertura della "Summer School 2008" di Eurolab - Laboratorio d'Europa. La serata è organizzare per dare il benvenuto agli ospiti stranieri che parteciperanno alla School di quest'anno.
Nell'ambito degli scambi internazionali, all'interno del circuito di partners di "Eurolab - Laboratorio d'Europa", si comunica che è stata completata la lista degli 8 partecipanti che saranno ospiti ad agosto dell'Università "Pazmany Cattolica" di Budapest (Ungheria).