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La sinistra e la sindrome dell'erba del vicino
lunedì 27 novembre 2006
Molti analisti internazionali hanno sempre concordato sul fatto che la sinistra italiana ha sempre sofferto della sindrome di "esterofilia". Non riuscendo a trovare più, da quando ha tentato malamente la trasformazione in socialdemocrazia, un vero leader lo cerca all'estero. Ci si attacca a Zapatero, per dire quanto è bravo al momento della vittoria elettorale in Spagna a due giorni da un terribile attentato, si prende il buono che c'è in Blair quando non lo so si critica sull'ampio sostegno dato alla guerra in Iraq come primo alleato di Bush, si osannano le elezioni di mezzo termine negli Stati Uniti, come aria nuova di una voglia americana di andare a sinistra.
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Riformismo all'amatriciana
domenica 19 novembre 2006
Per spiegare ciò che sta accadendo, in Europa e in Italia, in questi anni è utile dare sfoggio di conoscenza sopraffina. Traiano Boccalini, umanista italiano del seicento, scrisse una storia curiosa, nei suoi Ragguagli di Parnaso, a proposito di un certo consiglio convocato da Apollo per la riforma dell'Universo, apparso agli dei e agli uomini particolarmente corrotto. Vi furono convocati i sette savi di Grecia e i filosofi romani, che dopo lungo consiglio giunsero a una conclusione inequivocabile: per salvare l'Universo occorreva - e di tutta urgenza - emettere un decreto più severo contro gli inganni dei mercanti di giuggiole e lupini.
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Ottantotto anni fa
domenica 12 novembre 2006
Sono trascorsi 88 anni, mese più mese meno, da quando si chiudeva il primo conflitto mondiale. Proprio ieri la fine della Grande guerra è stata commemorata in Francia, con fasto tipico d'Oltralpe: pennacchi e marcia Marsigliese ai Campi Elisi. A dir la verità, non sarebbe una data da commemorare per l'Europa. Non solo per il macabro spettro di morte che l'«inutile strage», come la definì papa Benedetto XVII, sparse tra la Marna, il Carso, Gallipoli e mille altri remoti luoghi del mondo. Non ci sarebbe molto da commemorare anche per semplici ragioni politiche e storiche: fu nel 1914, dopo i quieti decenni della politica di equilibrio, che il Vecchio continente sperimentò in modo dirompente la fragilità della pace armata, dando corpo alla follia del suo cupio dissolvi.
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Chi ucciderà Benedetto XVI a Istanbul?
domenica 05 novembre 2006
Il Papa verrà assassinato durante la sua visita a Istanbul da un giornalista-omicida nell'ambito di un intrigo internazionale che comprende Opus Dei, P2 e servizi segreti turchi.
Niente paura, si tranquillizzino le gerarchie vaticane e i pii europei, è solo una finzione letteraria, la trama di un romanzo ("Papa'ya suikast - Attentato al Papa") che questa estate ha spopolato in Turchia.
Qualcuno, dopo aver letto il romanzo di Yücel Kaya, semisconosciuto autore di gialli, potrebbe anche mettersi strane idee in testa.
A dire il vero c'è poco da ironizzare sull'argomento considerando che nel Paese della Mezzaluna, solo nell'ultimo anno, sono stati aggrediti tre preti, tra cui Don Andrea Santoro ucciso, con due colpi di pistola, al grido folle di "Allah è grande".
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L'identità e la politica d'Europa
domenica 29 ottobre 2006
L'Europa ha bisogno di un'identità? Continuiamo a sentire parlare di questo problema, come se il Vecchio Continente fosse in cerca di se stesso. In realtà basterebbe andare a Parigi, Roma o Berlino, ma anche in qualche remoto capoluogo di provincia, per riconoscere l'identità europea nel riflesso di una chiesa gotica o in un frammento di civiltà romana. Certo, si tratta di un'identità plurale, ma non per questo meno definita nei suoi limiti e nei suoi contorni. Un'identità che si può riassumere nell'insieme di conquiste secolari che, nel corso del XIX e del XX secolo, hanno preso il nome di liberalismo e che, dopo il 1989, sono finalmente divenute il patrimonio indiscusso della nostra civiltà.
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