Per anni ci hanno insegnato che il Meridione avrebbe avuto la sua ripresa economica e sociale se lo Stato avesse deciso di cambiare le politiche in suo favore. E se il punto fosse radicalmente diverso? Se il Meridione avesse bisogno, al posto di una politica per il suo sviluppo, proprio della fine di ogni tentativo di programmare e dirigere il suo progresso? Per chi diffida delle capacità e dell’efficacia dello Stato nel progettare lo sviluppo della società questa domanda non può che avere una risposta positiva.
I teoremi scientifici finiscono con una formula rinomata: come volevasi dimostrare. Sarebbe il caso di usarla anche per il pasticcio romeno (un poco indigesto) cucinato dal Governo italiano.
Con facile spirito profetico avevamo scritto, su questo sito, che la prontezza di spirito del Governo nel fare un caso politico della triste vicenda di una nostra concittadina avrebbe causato gravi problemi. A qualche giorno di distanza possiamo confermare la tesi: le ronde antiromene verificatesi a Roma e la tensione con il governo di Bucarest sono prove incontrovertibili della frittata prodiana.
Stupro e aggressione, a Roma. Un giovane rumeno letteralmente sequestra una donna, fa i suoi comodi, poi la getta in una fossa. Il governo prontamente risponde: riunione d’urgenza del Consiglio dei Ministri, decreto che permette ai prefetti di espellere cittadini comunitari dal territorio nazionale. Il Partito Democratico segue la linea: astiosa dichiarazione di Veltroni sulla natura dell’immigrazione rumena in Italia. Le sinistre italiane fanno quadrato e trovano la loro unità a scapito degli immigrati rumeni. Si tratta di un equipaggio che tenta, con l’esorcismo rumeno, di salvare dalla fine una nave piena di falle. Ma non è così che si governa un paese e si fa del sano europeismo.
Chissà perché tanti si meravigliano per l’assegnazione del Premio Nobel per la pace ad Al Gore. In fondo si è solo allontanato troppo dal clintonismo nelle elezioni del 2000 e le ha perse, non ha mai speso una parola per la pace, anzi è stata la mente organizzatrice dei bombardamenti sulla Serbia, non ha mostrato mai grandi capacità dialettiche, al punto da permettere all'ex ambasciatore italiano negli Usa Rinaldo Petrignani di riprendere, per spiegare quella campagna elettorale, una vecchia definizione di Nixon: "la politica della prosa".
Ci siamo guadagnati la sua amicizia ricevendolo con tutte le regole che il protocollo cerimoniale prevede: di chi si parla? Del presidente golpista del Sudan, Omar Hassan al-Bashir che, nella sua visita in Italia è stato accolto con tutti gli onori diplomatici dal premier Romano Prodi e dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Il direttore generale e vicepresidente di "Eurolab - Laboratorio d'Europa" Andrea Bellantone sarà ospite questa sera alle 2o, dopo il tg, all'interno de "L'Approfondimento" il programma condotto dal giornalista Antonio Caffo in onda sull'emittente locale Tcf. La puntata è dedicata al tema della riforma Gelmini.
In studio anche Liliana Modica ex assessore comunale alla pubblica istruzione.
Lunedì 20 ottobre 2008 il già ministro delle Politiche comunitarie, On. Giorgio La Malfa sarà a Messina, ospite di Eurolab, per tenere alle 11.30 presso la sala dell'Accademia dei Pericolanti una "Lectio magistralis" sul tema: "L’euro a dieci anni dall’avvio dell’Unione Economica Monetaria".
Da oggi il nostro sito contiene una rinnovata sezione documenti (testi e audio). Lo spazio raccoglie, e raggrupperà in futuro, l'attività scientifica, culturale e associativa prodotta da Eurolab durante l'anno sociale.