L'Unione Europea ha percorso un lungo cammino da quando i sei Stati membri fondatori crearono la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio nel 1951 e la Comunità Economica Europea nel 1957. Nel 1973 gli Stati membri sono passati da sei a nove e nel 1995 sono diventati quindici. Nel frattempo l'Unione Europea aveva creato un mercato unico e una moneta unica ed aveva esteso la propria agenda economica e sociale alla politica estera e di sicurezza. L'ultimo allargamento, che ha portato il numero di Stati membri da quindici a venticinque, è il più imponente della storia dell'Unione. Esso affonda le radici nel crollo del comunismo, simboleggiato dalla caduta del muro di Berlino nel 1989, che offrì la possibilità unica di far entrare nell'Unione i paesi ex-comunisti dall'Europa Centrale e Orientale. I dieci nuovi membri, ovvero Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, sono ufficialmente entrati a far parte dell'Unione Europea il 1° maggio 2004, a conclusione di un lungo periodo di preparativi e di negoziati.
All'inizio del mese di maggio del 2006, mi trovavo per lavoro lungo la costa ragusana, con il compito di documentare, in una ricerca, la lenta trasformazione delle dune sabbiose che caratterizzano i litorali di Santa Croce Camerina, Scoglitti, Scicli fino a Pozzallo.
Era con me un amico fotografo che, conoscendo la zona, mi faceva da guida per il percorso. E', infatti, più difficile di quanto possa sembrare orientarsi in quest'area, a prima vista poco abitata, fra distese a perdita d'occhio di serre coltivate.
Fu proprio l'abbondanza di questi sistemi agricoli, tanto numerosi e vasti da costituire una delle cause più evidenti del mutamento territoriale che stavo studiando, a colpire la nostra attenzione, inducendoci a riflettere su un altro aspetto che delineava la fisionomia dell'ambiente in cui eravamo: la presenza silenziosa e al tempo stesso pulsante di lavoratori extracomunitari. L'estesa e silente marea di serre, all'apparenza desolate, era a ben vedere un centro di attività frenetiche, in cui la presenza umana era nascosta, ma protagonista.
Aggiornata la sezione Documenti con la direttiva europea sulla liberalizzazione del mercato dei servizi, scaricabile qui e con la direttiva Bolkestein, scaricabile qui. Entrambi i testi sono in formato pdf.
"Per un'Europa libera e unita"
Ventotene, agosto 1941
I - LA CRISI DELLA CIVILTA' MODERNA
La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita. Con questo codice alla mano si è venuto imbastendo un grandioso processo storico a tutti gli aspetti della vita sociale che non lo rispettino:
1.Si è affermato l'eguale diritto a tutte le nazioni di organizzarsi in stati indipendenti. Ogni popolo, individuato nelle sue caratteristiche etniche geografiche linguistiche e storiche, doveva trovare nell'organismo statale, creato per proprio conto secondo la sua particolare concezione della vita politica, lo strumento per soddisfare nel modo migliore ai suoi bisogni, indipendentemente da ogni intervento estraneo.
È per me un momento emozionante trovarmi ancora una volta nell'università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l'Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all'università di Bonn. Era - nel 1959 - ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c'era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti.