Approfondimenti
La messa cantata per l'Europa, di Marcello Pera (Il Giornale 23/03/2007)
domenica 25 marzo 2007
peraFesta grande, oggi, al Senato, provvisoriamente riaperto anche se non per attività legislativa. Contenti come pasque, i grandi padri dell' Europa - da Prodi a Barroso, da Ciampi a Giscard, passando per Andreotti, Colombo e Delors - ne celebreranno in pompa magna le magnifiche sorti e progressive nel 50° anniversario dei Trattati di Roma.
Inutile dire come andrà a finire. Come al solito, la celebrazione servirà a celebrare le idee dei celebranti. Come al solito, si dirà che l'Europa è, in sé, per sé, e di per sé, fattore di sviluppo, di coesione, di pace. E come al solito si sosterrà che occorre andare avanti alla maniera consueta, cioè senza ascoltare nessuno e senza mai sottoporsi ai voti o, quando questi ci sono e sono contrari, senza tenerne conto alcuno.
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A Berlino si spengono 50 candeline, di Francesca Traldi
domenica 25 marzo 2007
roma1957_trattatiBerlino é la sede ufficiale dei festeggiamenti dei 50 anni dalla firma del trattato di Roma. La scelta non ha suscitato polemiche da parte dell’Italia che approva – almeno a parole – la scelta della Merkel. Per ringraziare il beau geste italiano, la presidenza tedesca si é sentita in dovere di rendere omaggio all’Italia ed alla sua capitale con una visita in Campidoglio, sede storica del trattato.
In occasione della visita lampo italiana, la Merkel nel consueto giacca e pantalone nero che rende il suo passo ancora più deciso, ha reso visita anche al Presidente della Repubblica. Sull’onda del successo ottenuto al consiglio europeo ha discusso con il governo italiano del tema energetico e dell’avvenire dell’Unione europea. Certa che il rilancio dell’Europa passi per la porta un tempo stretta, oggi ‘spalancata’ di una politica energetica comune (sia nelle fonti rinnovabili che nelle reti).
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La Romania e la UE: Sweet Dream or Disappointment?
lunedì 19 marzo 2007

 

circoloeuropa
 
Un paper de "Il Circolo Europa", in inglese, sui pro e i contro che l'avvenuto allargamento ha avuto sullo stato rumeno.

 

 

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La questione energetica nell'Unione Europea, di Valentina Risi
lunedì 05 febbraio 2007
eolic_generatorAgli inizi di gennaio la Germania è stata costretta a fare i conti con un irritante problema, l’inaspettata interruzione del rifornimento di gas da parte della Russia. Le reazioni della classe politica sono state fin da subito estremamente accese ed è stata sottolineata con particolare rilevanza come la mancanza di norme giuridiche che permettano di tutelare e conferire sicurezza nell’applicazione delle misure di rifornimento, costituisca un evidente svantaggio per qualsiasi attore che si trova nella condizione di dipendenza. D’altra parte, attraverso il dibattito svoltosi, è emerso con evidenza come l’unico modo possibile per far fronte alle difficoltà che sorgono in queste situazioni, consista nello sviluppo di un assetto economico fondato su un sistema diversificato di fonti energetiche.
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Parigi e Teheran, di Andrea Bellantone
lunedì 05 febbraio 2007

chirac Ulteriori riferimenti sull'argomento si possono trovare sul sito del Corriere della Sera: "Chirac scivola sull'Iran: l'atomica non è un pericolo" e "L'Europa indifferente"

 

Dietro la divisione strategica dei paesi europei e degli Stati Uniti d’America in merito alla situazione in Medio Oriente si nasconde una differente valutazione della gravità del rischio. Per gli europei si tratta di convivere – oggi come sempre – con il male che attraversa la storia dell’umanità, lì dove gli Stati Uniti d’America, fedeli a una vocazione escatologica tipica delle potenze imperiali, intendono sradicarlo. Proprio questa vocazione escatologica ha animato l’intervento americano nei due conflitti mondiali, la vigorosa guerra al comunismo e in ultimo l’intervento in Afghanistan e Iraq. Gli europei, al contrario, in tutte queste circostanze hanno prevalentemente tentato di arginare e limitare il rischio, senza affrontarlo veramente: il caso di Monaco, nel 1938, resta un monito costante per la cultura pubblica europea, sempre in cerca di un qualche consolatorio accordo con i tiranni e gli assassini, incapace di prendere le armi per difendere con risolutezza la propria civiltà. Chi può dimenticare la scena penosa del primo ministro inglese, Chamberlain, che sventolava l’accordo stabilito con Hitler a Monaco, in mezzo alle folle festanti di pacifisti all’aeroporto di Parigi?

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