Teo...con il bersaglio mancato di Quagliariello e Tettamanzi dice, "Conta il Vangelo"
domenica 22 ottobre 2006
In principio erano i neocon, poi arrivarono i teocon. In verità questi ultimi sono sempre esistiti, ma mutuando il termine dai neoconservatori statunitensi, anche loro ad un certo punto della storia recente si sono visti relegati dentro questo calzante neologismo che li cataloga e definisce o non definisce.
Perché non più tardi di qualche giorno fa il cardinale di Milano Sua Eccellenza Dionigi Tettamanzi, alla vigilia del grande convegno della Chiesa italiana - pensate ben 1800 delegati diocesani e 480 provenienti dalle associazioni laiche - ha pronunciato una frase "E' meglio essere cristiani senza dirlo che proclamarlo senza farlo."
Il "Capo" della diocesi ambrogina, continua nella sua prolusione come riportato dal "Corriere della Sera" di mercoledì 18 ottobre ("Politica, i laici alla Cei: le scelte toccano a noi a firma di Gian Guido Vecchi), e questa è la chiave di lettura del Convegno di Verona, che "è giunta l'ora nella quale i laici facciano la loro parte e la teoria del Concilio Vaticano II diventi prassi". Anche ai politici dunque è chiesta coerenza operando nella piena consapevolezza di una fede vissuta e non a parole.
Come si vede Tettamanzi in tutto il suo eloquio non ha mai proferito la parola teocon eppure, qualche "diabolico incendiario" ha confezionato il profilo nell'abito giusto e ha chiesto maliziosamente se il religioso si riferisse proprio ai teocon.
Sua Eccellenza ha schivato qualsiasi iniziale volontà di creare polemica strumentale e ha risposto candidamente definendosi "allergico alle varie sigle, oggi trionfano, domani magari tramontano; ma sono comunque etichette."
L'essenziale per un cristiano è il "buon senso e il Vangelo" ha chiosato l'alto prelato, spiegando infine che va bene il pluralismo politico ma a quanti si ispirano a Cristo è chiesta la "ricerca sempre di un'unità profonda sui valori e coerenza al di là delle etichette."
Ma se per neocon vengono bollati i nuovi conservatori degli Stati Uniti d'America che rappresentano un'ideologia politica molto forte oltreoceano, c'è ora da chiedersi chi siano i teocon e perché nascono.
E'semplice motivare la risposta alla prima domanda: i teocon appartengono al mondo cristiano e si pongono entro posizioni conservatrici. La natura generatrice del termine invece è stata coniata - questa la risposta al secondo quesito - per indicare quei movimenti come Comunione e Liberazione e l'Opus Dei.
Teocon è anche divenuto negli anni un "thought style" e molti, dalla compianta Oriana Fallaci a Marcello Pera, ma la lista potrebbe essere lunga, sono considerati tali. Proprio un collaboratore importante dell'ex presidente del Senato ha in qualche modo analizzato l'intervento del cardinale Tettamanzi. Si tratta di Gaetano Quagliariello che, con Pera, ha scritto il "Manifesto per l'Occidente". Per il senatore di Forza Italia la riflessione del cardinale sarebbe una sorta di pallottola a salve. Intervendo su "Il Messaggio" sempre del 18 ottobre, infatti, ha parlato di "obiettivo non centrato". In poche parole Tettamanzi ha lanciato un sassolino ma nessuno è rimasto colpito. "E' un bersaglio polemico indefinito - spiega Quagliariello - primo perché il religioso non ha mai pronunciato nel suo discorso la parola teocon; secondo quest'ultima rimane un'etichetta indefinita che ormai si applica a cose che non piacciono e devono essere stigmatizzate. Il cardinale si è prestato a interpretazioni che lo hanno posto come anti - Ratzinger e, seppure forzatura c'è stata il fatto che lui si ponesse qualche bersaglio polemico è inequivoco".
A questo punto il difficile però è capire l'identità del presunto "preso di mira". "Di certo - conclude il forzista - la cifra culturale del nostro impegno è quella pascaliana dell'invito anche ai non credenti a vivere come se Dio esistesse. Un invito formulato dall'allora cardinale Ratzinger che noi abbiamo raccolto. "
In conclusione dunque non sarebbe apocrifo dire : "Lasciate che i teocon vengano a Me."


M.L.
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