La liberalizzazione dei servizi nel dettaglio
martedì 21 novembre 2006

parlamentoDopo due anni di confronti e "limature" la Direttiva sulla Liberalizzazione dei servizi è stata approvata dal Parlamento Europeo. Il testo definitivo è frutto del compromesso tra Socialisti e Popolari europei e grazie alla rivisitazione e mediazione dell'europarlamentare tedesca Evelyne Gebhardt arriva in una forma più annacquata rispetto al disegno originale. Era, infatti, il 2004 quando l'ex commissario Fritz Bolkestein proponeva la creazione di un mercato unico dei servizi all'interno della UE; la direttiva originaria poggiava sul famigerato articolo 16 che ribadiva l'importanza del "Principio del Paese d'origine", secondo il quale: << Lo Stato membro d'origine è responsabile del controllo dell'attività del prestatore e dei servizi che questi fornisce, anche qualora il prestatore fornisca servizi in un altro Stato membro >>. Su questo articolo di fatto si erano scatenate polemiche in molti Stati (Francia su tutte), visto che tale principio non garantiva un'equa concorrenza sul mercato tra i Paesi economicamente più evoluti e quelli meno.

Soprannominata sull'esempio del famoso idraulico polacco che poteva erogare prestazioni economicamente più vantaggiose e in tutti i Paesi europei, rispetto i suoi colleghi di Francia, Italia, Germania etc., si temeva, anche, un possibile dumping sociale, incoraggiato da una corsa al ribasso della tutela sociale, dei diritti dei lavoratori e del livello delle retribuzioni. Per quest'ultimo motivo sul piede di guerra erano scese pure tantissime sigle sindacali in tutta Europa. Nella versione licenziata dal Parlamento l'articolo 16 di fatto scompare e viene sostituito da una meno "feroce" "Libera prestazione di servizi". In base a tale principio, lo Stato membro in cui il servizio è erogato, deve assicurare il libero accesso a un'attività di servizi e il libero esercizio della medesima sul proprio territorio.

graficoL'altro aspetto sul quale la Gebhardt ha lavorato sono stati i campi d'applicazione e nel risultato finale la direttiva ne esce profondamente ridimensionata, lasciando fuori molte categorie. Un esempio su tutti i notai e i professionisti per i quali si applica la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (36/2005).

Rientrano però molti altri settori: i servizi alle imprese (servizi di consulenza, servizi di certificazione, di collaudo, servizi di gestione delle strutture, ivi compresi i servizi di manutenzione, etc.) I servizi prestati sia alle imprese che ai consumatori, come quelli di consulenza legale o fiscale, i servizi collegati al settore immobiliare, l'edilizia, l'organizzazione di fiere, il noleggio di auto, le agenzie di viaggi.

Nel campo di applicazione della direttiva rientrano anche i servizi ai consumatori, quali quelli turistici, comprese le prestazioni delle guide turistiche, i centri sportivi, i parchi di divertimento. Rimangono fuori naturalmente i servizi non a fine di lucro; i servizi finanziari (attività bancaria, credito, assicurazione, pensioni, titoli, investimenti, etc.); e quelli del settore dei trasporti (compresi i servizi portuali); le agenzie di lavoro interinale; i servizi sanitari.

Schema BolkesteinLa direttiva rappresenta uno strumento imprescindibile di sviluppo economico per l'intera Europa. Secondo uno studio del commissario UE per la concorrenza Charlie Mc Creevy il mercato unico dei servizi raggruppa il 70 per cento del Pil e questa manovra può portare alla nascita di 600.000 nuovi posti di lavoro.
La direttiva sulla liberalizzazione dei servizi prevede anche un notevole snellimento delle pratiche burocratiche che spesso limitano e allungano i tempi di chi vuole "fare impresa" e punta alla realizzazione di sportelli unici e alla diffusione della Rete (Internet) capaci di dare informazioni complete e assistenza su ogni aspetto della direttiva.
I forum di Eurolab, quindi, nascono per approfondire questa tematica e avvicinare tutte le categorie che, inevitabilmente, sono investite dal processo di cambiamento.

Documenti collegati:
Scarica il PDFPer scaricare il vecchio testo della direttiva Bolkestein, in formato pdf, clicca qui.
Per scaricare il nuovo testo della direttiva sulla liberalizzazione del mercato dei servizi, in formato pdf, clicca qui.

Bolkestein approvata, tanti rischi (da Il Manifesto del 17/11/06)
Via libera alla 'direttiva Bolkestein'