| L'Europa e la sua "via" verso la crescita, di Valentina Risi |
| domenica 14 gennaio 2007 | |
In apertura del nuovo anno, alcuni analisti hanno diagnosticato una prospettiva “rosea” per il vecchio continente e si sono spinti fino a sostenere che questo potrebbe essere l’«anno del sorpasso» dell’Europa rispetto agli Stati Uniti. Ovviamente si tratta di una serie di affermazioni che necessitano di essere chiarificate e specificate, dato che la possibilità di registrare un tasso di crescita europeo superiore rispetto a quello statunitense, non sarebbe da attribuire ad una aumentata efficienza, ma semplicemente al registrarsi di una delle più brutte fasi di recessione del colosso oltre oceano. In sintesi, se le prospettive di sviluppo per gli Stati Uniti si attestano intorno ad un livello molto modesto (1,6 per cento), per l’Europa sarebbe invece possibile registrare un valore a mala pena più elevato (1,8 per cento): si tratterebbe, in altre parole, di una opportunità di avanzamento ottenuta verso il basso e non verso l’alto, e quindi non dovuta ad un incremento effettivo e solido del livello di produzione.
Le cause che sostanziano questa ipotesi sono molteplici e si differenziano a seconda dei diversi settori e delle condizioni delle singole economie. Rispettivamente, il rallentamento americano sarebbe da attribuire, non ad una crisi congiunturale che coinvolge tutto il sistema produttivo, ma prevalentemente alla fase di stallo registrata nel settore manifatturiero e in quello immobiliare; l’Europa, invece, anche nel caso di conseguimento di un livello di crescita superiore rispetto a quello statunitense, si troverebbe comunque a dover fare i conti con una fase di decelerazione causata prevalentemente dalle politiche di gestione adottate dalla Germania (un terzo del prodotto interno lordo dell’area europea). Se questo è lo scenario che si prospetta, quello che forse desta maggiore interesse è una breve riflessione in merito agli ideali e ai principi che sostanziano le diverse economie.
Valentina Risi |
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In apertura del nuovo anno, alcuni analisti hanno diagnosticato una prospettiva “rosea” per il vecchio continente e si sono spinti fino a sostenere che questo potrebbe essere l’«anno del sorpasso» dell’Europa rispetto agli Stati Uniti. Ovviamente si tratta di una serie di affermazioni che necessitano di essere chiarificate e specificate, dato che la possibilità di registrare un tasso di crescita europeo superiore rispetto a quello statunitense, non sarebbe da attribuire ad una aumentata efficienza, ma semplicemente al registrarsi di una delle più brutte fasi di recessione del colosso oltre oceano. In sintesi, se le prospettive di sviluppo per gli Stati Uniti si attestano intorno ad un livello molto modesto (1,6 per cento), per l’Europa sarebbe invece possibile registrare un valore a mala pena più elevato (1,8 per cento): si tratterebbe, in altre parole, di una opportunità di avanzamento ottenuta verso il basso e non verso l’alto, e quindi non dovuta ad un incremento effettivo e solido del livello di produzione.