| "L'Europa multiculturale. Davvero integrata?", di Letizia Zuccaro |
| domenica 28 gennaio 2007 | |
Da oltre venti anni l’Europa è, come ben illustrato dai media, l’epicentro di una vasta migrazione di popoli. Con 20,5 milioni di immigrati e altri milioni di naturalizzati è chiamata a decostruire in parte la sua cultura per lasciare spazio alla contaminazione con altre allo scopo di costruire una società multiculturale, che si formi pacificamente e con mutuo rispetto delle numerose parti che la compongono. Come nel secolo scorso toccò agli Stati Uniti, oggi spetta all’Unione con i suoi Stati nazionali il compito di rintracciare un codice comune di convivenza con gruppi di popolazioni diversi per nazionalità, cultura, lingua, religione e tradizioni.I termini “multiculturalismo, interculturalità e integrazione” sono spesso utilizzati, sia nell’uso quotidiano sia nel dibattito politico, in modo indifferenziato. Così, in Italia l’aggettivo multiculturale è entrato nell’uso comune per descrivere, appunto, la nuova condizione in cui si trovano le società occidentali in conseguenza della crescita dei flussi di persone provenienti da altri paesi.
Letizia Zuccaro |
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Da oltre venti anni l’Europa è, come ben illustrato dai media, l’epicentro di una vasta migrazione di popoli. Con 20,5 milioni di immigrati e altri milioni di naturalizzati è chiamata a decostruire in parte la sua cultura per lasciare spazio alla contaminazione con altre allo scopo di costruire una società multiculturale, che si formi pacificamente e con mutuo rispetto delle numerose parti che la compongono. Come nel secolo scorso toccò agli Stati Uniti, oggi spetta all’Unione con i suoi Stati nazionali il compito di rintracciare un codice comune di convivenza con gruppi di popolazioni diversi per nazionalità, cultura, lingua, religione e tradizioni.