| I "fanciulli dell’Imperatore" fanno sentire la loro voce |
| lunedì 16 aprile 2007 | |||||||
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Il 12 aprile i mass media hanno diffuso delle immagini sugli immigrati cinesi, residenti nella “Chinatown” milanese, la centralissima via Paolo Sarpi, mentre questi attaccavano le forze dell’ordine italiane. L’origine dello scontro è stata l’ennesima multa fatta ad uno degli immigrati ma questa volta l’intera comunità è scesa sulle strade per protestare contro i continui controlli della polizia. Una protesta che sorprende perché organizzata da una comunità tradizionalmente ritenuta “silenziosa”. I waif, i fanciulli abbandonati dall’imperatore, come furono definiti i connazionali cinesi d’oltremare (Chinese overseas) nel 1848 da un alto funzionario, sono attualmente circa 34 milioni, residenti in 130 paesi. Il totale dei cinesi regolarmente presenti in Europa è di 427 mila unità. Tra i cinesi d’oltremare vanno distinti i huayi (appartenenti alla diaspora storica e quindi, di fatto, seconde e successive generazioni di origine cinese) ed i huaqiao (nuovi emigrati d’oltremare).
Anna Irimias
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