| I primi momenti di Monsieur président |
| lunedì 14 maggio 2007 | |||||||
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“Sono sempre stato europeo e credo nella grande costruzione dell’Europa; però chiedo ai capi di Stato degli altri Paesi di ascoltare i propri popoli, così che l’Europa non diventi una sorta di cavallo di Troia estraneo alla gente.” Con queste parole il figlio dell’aristocratico ungherese si prepara a guidare la Francia.
Nicolas Sarkozy, al secondo turno, la spunta su Sềgolềne Royal preparandosi a varcare la porta d’ingresso dell’Eliseo, raccogliendo il testimone da Jacques Chirac che ha tenuto - tra non poche bufere - la barra del comando negli ultimi 12 anni. Al ballottaggio, il leader di centrodestra – che pubblicamente ha ammesso di ispirarsi alla destra italiana e all’esperienza politica di Silvio Berlusconi; ammirato da Gianfranco Fini e amico di Gianni Alemanno, si avvia verso una netta vittoria. Secondo le prime proiezioni delle 17 - diffuse in Belgio e Svizzera – “Sarkò” raccoglierebbe tra il 53 e il 55 per cento, mentre la candidata socialista si attesterebbe sul 46,5. E l’affermazione di Sarkozy è ancora più importante in quanto arriva con largo margine e senza il peso determinante dei voti centristi di Bayrou. La Francia ha votato compatta, la stima dell’affluenza alle urne è del 75,11 per cento, potrebbe essere la più alta dal 1965. La socialista Segolene Royal ha già ammesso la sconfitta e fa i suoi migliori auguri di buon governo al nuovo presidente della Repubblica. Sarkozy, quasi in un discorso si stampo kennedyano ha detto che l’incarico conferitogli dai francesi sarà motivo per restituire alla Francia quanto la Francia in tanti anni ha dato a lui, poi mentre per le piazze di Parigi oltre un milione di suoi sostenitori si sono riversati a festeggiare in caroselli che probabilmente dureranno tutta la notte, il neo presidente ha ricordato la profonda amicizia che lega il suo Paese con gli Stati Uniti: “Noi saremo sempre al vostro fianco – ha precisato – ma tra amici è permesso avere delle volte idee diverse”. La Francia inoltre si impegnerà in una grande campagna per arginare i cambiamenti climatici, “E’ una sfida troppo importante per tutti”;inoltre il neo presidente coltiva un sogno e mentre lo illustra non sorride, come sempre d’altra parte, anche se il volto adesso è molto più rilassato di prima, dopo mesi e mesi di fatiche per portare al successo una campagna elettorale difficile e dura. Confida: “Sogno pace e civiltà nel Mediterraneo, il nascere di una grande unione tra Europa e Africa. Come sessanta anni fa l’abbiamo costruita nel Vecchio Continente adesso bisogna dare seguito a questo progetto”. Così parlò Nicolas Paul Stéphane Sárközy de Nagy-Bócsa da Parigi. In bocca al lupo Monsieur président!
M.L.
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