| I nuovi paesi membri offrono alcune lezioni di storia all’Unione Europea |
| sabato 26 maggio 2007 | |||||||
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La settimana scorsa la prestigiosa testata britannica, The Economist, ha pubblicato un articolo che discute sul senso della storia all’interno dell’Unione Europea, richiamando l’attenzione al pericolo che potrebbe essere causato dalla non curanza da parte di Bruxelles delle lamentele di origine storica, non sempre giuste o giustificate, dei nuovi paesi membri. Tante problematiche nuove e ardenti preoccupano l’UE allargata a 27 membri, con dieci paesi provenienti dall’ex-blocco comunista. Alcune delle questioni più spinose rendono particolarmente tese le relazioni tra Russia ed i nuovi membri dell’UE, come la questione del divieto d’importazione di carni polacche da parte russa o la chiusura di un gasdotto lituano. Rimane poi teso il rapporto con l’Estonia per via delle polemiche in merito al trattamento discriminatorio dei cittadini russi e alla rimozione della statua del milite dell’Armata Rossa a Tallinn.
Anna Irimias
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