Europe has lost the plot
domenica 17 giugno 2007
Lo storico britannico Timothy Garton Ash potrebbe forse aver affrettato le conclusioni sull’Europa, tuttavia anche il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier ha concordato nel suo discorso (uscito in anteprima in occasione del WDR Europe Forum di Berlino che si terrà il 9 giugno prossimo) con il giudizio dato sull’Europa da Ash. Secondo il ministro degli esteri, la gente in Europa ignora o non ha mai conosciuto le ragioni che spiegano il perché dell’Unione Europea ovvero che cosa ci sia di buono in essa e soprattutto perché convenga mantenerla.

D’accordo con Ash, Steinmeier sostiene che «all’Europa serva una nuova trama». L’affermazione del ministro apre tuttavia una nuova sfida nel concerto europeo: chi deve scrivere la trama dell’Europa di domani?
L’appello di Steinmeier alla solidarietà tra tutti gli Stati membri dell’Unione Europea - invocata più volte nel corso del discorso fino a divenire il fondamento sul quale é costruita la casa Europa – («L’Europa resterà viva solo se noi metteremo in pratica la solidarietà, [...]Europa significa solidarietà con i deboli [...]») e il ricordo dei valori condivisi che uniscono l’Europa non puó apparire certo casuale.
Quasi a dire che l’Europa non si puó più costruire a colpi di maggioranza di grandi contro piccoli: «[...]la convinzione che noi in Europa dipendiamo l’uno dall’altro – ha precisato il ministro – é per me la chiave per superare l’enorme sfide che siamo chiamati ad affrontare nell’epoca della globalizzazione». Una dichiarazione questa resa ancora più importante dal delicato momento che sta attraversando l’Unione Europea, perché é in questa fase che sulla Costituzione Europea si inizia a trattare seriamente: dai nomi all’inno, dai simboli alla gerarchia delle fonti giuridiche per approdare infine all’assetto costituzionale.
Le risposte al questionario inviato dalla Presidenza di turno tedesca ai 26 capi di Stato, sul futuro assetto dell’Unione, confermano il giudizio espresso nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal Presidente della Commissione José Manuel Barroso. «Non illudiamoci – ha dichiarato Barroso – la Costituzione cosí come é stata firmata da venticinque governi non l’avremo più». La Gran Bretagna – (recentemente ammonita anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per non aver ancora ratificato il trattato) – insieme a Polonia, Repubblica Ceca, Olanda si sono dette favorevoli a snellire il Trattato Costituzionale, mentre Angela Merkel lavora per giungere ad un accordo da approvare in occasione del vertice dei Capi di Stato che si terrà il prossimo 21-22 giugno. Chi potrebbe rilanciare il Trattato Costituzionale e far uscire l’Europa dall’impasse é il nuovo Presidente francese, Nicolas Sarkozy, che aveva proposto un ‘mini trattato’. L’elezione di Sarkozy potrebbe contribuire ad alimentare quel clima di ottimismo - interrotto dopo la bocciatura al referendum francese - e in parte ritrovato grazie all’impegno della Merkel. Una Merkel che fa di tutto per dimostrare tanto alla Polonia dei due gemelli quanto alla Gran Bretagna che non é certo intenzionata a gettare la spugna. La Presidenza tedesca é infatti in questo momento seriamente impegnata a ricercare quella «base comune rinnovata» che significa poi la ricerca di un compromesso evitando il duro scontro che potrebbe affossare definitivamente l’intero processo costituzionale.

 

Francesca Traldi 

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