| Comunicato stampa N.29 del 9/10/2007 |
| venerdì 12 ottobre 2007 | |
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oggetto: Presentato a Messina il libro di Gaetano Quagliariello “Ore 20 a Parigi: si chiudono le urne del primo turno delle elezioni presidenziali e, contemporaneamente, le agenzie battono la notizia sensazionale. Secondo i sondaggi al secondo turno sarebbero stati promossi il presidente uscente, il gollista Jacques Chirac, e il candidato della destra estrema e xenofoba, l’intramontabile Jean – Marie Le Pen”. Il socialista Lionel Jospen a sorpresa rimane fuori. È il 22 aprile 2002. Parte da qui il viaggio dentro La Francia da Chirac a Sarkozy, il libro scritto dal senatore Gaetano Quagliariello, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma e “senza dubbio il miglior conoscitore italiano della storia del gollismo e post – gollismo”, parola di Gilles Le Béguec professore di Storia contemporanea a Paris x Nanterre e associato al Centro di Storia di Science – Po, autore della prefazione al pamphlet pubblicato dall’editore Rubbettino. Il volume è stato presentato nel corso di una conferenza organizzata dall’Associazione Eurolab – Laboratorio d’Europa, in collaborazione con la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina. “Un libro dalla lunga genesi” – come lo ha definito il prof. Girolamo Cotroneo, docente dell’ateneo messinese che ha partecipato all’evento insieme al preside della Facoltà, prof. Vincenzo Fera e al presidente di Eurolab, dr. Andrea Bellantone – che accompagna il lettore fino all’avvento sul trono della “monarchia repubblicana” francese di Nicolas Sarkozy (7 maggio 2007). Cinque anni che hanno cambiato il destino transalpino, ma che si sono articolati attraverso due fattori condizionanti: il gollismo francese, una “filosofia pratica” secondo Quagliariello e non un’ideologia, trasformatosi nei decenni, ripreso da Sarkozy come ingrediente per la grande rupture che l’ha portato alla guida del Paese in un “grande successo di popolo” e la nuova visione europea sulla base delle nuove esigenze continentali esplose a partire dal 1989 dopo il disfacimento del blocco sovietico. La Francia da Chirac a Sarkozy, anche se il titolo può trarre in inganno, non è solo una testimonianza esclusiva di fatti francesi, è anche una profonda riflessione sull’Europa, inevitabilmente condizionata da quanto accade a Parigi, a cominciare dalla bocciatura referendaria della Costituzione europea e dalle possibilità di ridefinizione del trattato. “In Europa sono cambiati i quadri geopolitici – spiega Gaetano Quagliariello – con il crollo del comunismo sono sfociate nuove conflittualità e inevitabilmente la politica estera si è dovuta leggere sulla base di nuove “categorie”. “Bisogna considerare – prosegue il senatore – che il disfacimento del totalitarismo sovietico è coinciso con l’allargarsi irrefrenabile del processo di democratizzazione, il quale ha privato le nazioni uscite dal blocco Urss di qualsiasi punto di riferimento. Su questo smarrimento si è innestato il processo di allargamento europeo. Ma i temi sono anche altri: dagli anni Settanta in poi è nato il problema delle religioni nello spazio pubblico, questione posta per il Cattolicesimo e, dentro le ricette d’integrazione, per tutti quei cittadini di altre culture e religioni a cominciare dagli islamici che vivono nell’area Ue”. A questo si aggiungono aspetti un tempo marginali e oggi centrali nel dibattito politico, come li definisce l’autore, i cosiddetti temi della biopolitica: le nascite, le biotecnologie, la scienza e la morte. “L’intuizione di Sarkozy, a parere di Quagliariello, è stata quella di capire il cambio di paradigma senza isolarlo esclusivamente alle esigenze francesi, bensì allargandolo come necessità mondiale”. Il neopresidente ha compreso a pieno l’evoluzione di questo nuovo scenario, proponendo durante la sua campagna elettorale – lui gollista - una “rivoluzione pacifista”, andando comunque a recuperare i materiali della tradizione politica parigina. Sono sei sezioni quelle che compongono il volume, dallo “Strano turno elettorale”, passando per “Il trattato europeo”, Bush e Chirac”, “L’emergenza islamica e la crisi del laicismo alla francese”, fino a “Lo spettro del declino” e al “Ciclone Sarkò”. Infine da non trascurare rimane la politica estera e il rapporto tra L’Eliseo e La Casa Bianca: “Il generale de Gaulle – conclude Gaetano Quagliariello – si fece interprete di una nuova concezione della laicità nella quale non vi era spazio per l’anticlericalismo di inizio secolo. Per questo, nonostante la sua manifesta ostilità verso l’America, ogni volta che il conflitto di potenza assunse una dimensione ultimativa, de Gaulle schierò la Francia al fianco degli Stati Uniti come suo più fedele alleato” (dalla Crisi di Berlino, al tempo dei missili a Cuba). La volontà di Sarkozy, c’è da scommettere, è intenzionata a riportare il gollismo dentro questa tradizione. |
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