È uscito l'ultimo numero di "Complessità", la rivista del Centro Studi di Filosofia "Edgar Morin"
domenica 29 giugno 2008
 
complessita_i.jpgÈ appena uscito, presso l’editore Sicania di Messina, il terzo fascicolo di "Complessità", la Rivista semestrale del Centro Studi di Filosofia della Complessità “Edgar Morin”, diretta da Giuseppe Gembillo.
Il fascicolo, come di consueto, è articolato in tre sezioni: una dedicata ai "Saggi", una alle "Discussioni" e una terza alle "Recensioni".

"Complessità",anno II, n. 1, gennaio-giugno 2007, Sicania, Messina


Nella prima sezione Un intervento di Edgar Morin dal titolo "Pensare il Mediterraneo e mediterraneizzare il pensiero", in cui l’autore riflette sull’ "unità", la diversità e le opposizioni" presenti nella cultura e nel contesto geopolitico del Mediterraneo, in rapporto al contesto europeo. "La costruzione di un’Europa politica e culturale – scrive infatti –, al di là dell’economia, sarebbe lo sviluppo di un’Europa della diversità in cui la sua parte mediterranea avrebbe la sua specificità e la sua autonomia. […] Non si può ritrovare il Mediterraneo se non cessando di percepirlo come frontiera e considerandolo come bene comune e grande comunicatore".

Un saggio di Baldine Saint Girons su Pierre Kaufmann e la rifondazione dell’estetica: l’esperienza emozionale dello spazio, in cui viene proposta un’esperienza rinnovata dell’Estetica, fondata non già su schemi generalmente storico-culturali, bensì sul principio del sublime.
Nel contributo su "Il pentagono europeo. L’identità storica e complessa dell’Europa spirituale" Giuseppe Gembillo individua nella cultura greca, nel diritto romano, nell’etica cristiana, nella scienza e nel liberalismo i "cinque pilastri fondamentali" su cui si fonda l’identità "storica e complessa" dell’Europa spirituale, un’Europa che "continua a essere autocritica e [che] sa che urge una nuova etica che riguarda sia l’ambiente ma anche il futuro".

In Scienza, complessità, specialismo, infine, Giuseppe Giordano, muovendo dalla polemica di Morin contro lo specialismo, propone una "nuova prassi di formazione" che declini il paradigma della complessità in una facies non più soltanto teoretica, ma anche pratica, nel tentativo di superare anche attraverso una prospettiva generalmente culturale e in senso ampio conoscitiva i limiti del riduzionismo. "La vera vitalità della scienza – scrive infatti Giordano – […] risiede nella sua capacità di ibridarsi. Le discipline – in analogia con i sistemi viventi – sopravvivono se non si chiudono".

Nella sezione dedicata alle Discussioni Emilio Roger Ciurana, in riferimento ai libri e agli articoli di Samuel Huntington, riflette sul valore della prudenza, virtù politica per eccellenza; Nunzio Bombaci, invece, propone alcune Considerazioni in margine a Etica ed economia. Tre conversazioni di Girolamo Cotroneo e, infine, Gaspare Polizzi discute del volume di Imre Toth, dal titolo La filosofia e il suo luogo nello spazio della spiritualità occidentale. Una apologia.

Quattro, in conclusione, i Libri recensiti "Osservazioni sul moderno" di Niklas Luhmann (Antonella Chiofalo); "Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell’immaginario economico alla costruzione di una società alternativa" di Serge Latouche (Maria Laura Giacobello); "il Carteggio tra Benedetto Croce e Maria Curtopassi – Dialogo su Dio" –, curato da Giovanni Russo (Ernesto Paolozzi); "Il positivismo veneto" di Mario Quaranta.
   

 
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