"Amore, ieri sera ti ho tradito..."
domenica 20 luglio 2008

◊ di Andrea Bellantone
“Se fossi Dio la fede perderei sentendole pregare”. Così cantava Bruno Lauzi in una bella canzoncina che portava come titolo "Le bigotte". Impossibile non pensare a quel motivetto sprezzante contro tutti i moralismi, quando si legge di una futura interpellanza parlamentare promossa contro uno spot pubblicitario reo di promuovere “costumi sessuali promiscui e irresponsabili”.

 

Lo spot incriminato è quello di una compagnia di telefonia mobile che lancia la sua campagna estiva: una procace ragazza invia decine di sms (grazie a un’offerta speciale) ad altrettanti partner, tutti potenziali responsabili della sua gravidanza. Insomma, la giovane aveva costumi facili e nel dubbio ha deciso di rendere partecipe tutta la sua schiera di amanti. Voi che avreste fatto? Ne avreste scelto uno solo? A caso? La poveretta ha trovato la sua soluzione, forse la più razionale tra quelle a sua disposizione.

Contro questo spot si sono scagliate con determinazione tre onorevoli di tutto rispetto: Manuela Di Centa, Alessandra Mussolini e Gabriella Carlucci (evidentemente le Tre Grazie della morale italiana). Le tra hanno annunciato nientedimeno che «un'interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati». Sì, un’interpellanza urgente, avete letto bene, in una commissione parlamentare che dovrebbe occuparsi di “cultura, scienza e istruzione”.

Lasciano da parte la domanda (legittima, ma capziosa) circa la quantità di tempo che le nostre deputatesse trascorrono davanti alla televisione, è proprio necessario investire la Camera dei Deputati di una simile questione? Avrò forse bisogno di un ripasso di diritto costituzionale (disciplina che – lo ammetto – ho appreso da autodidatta), ma non ricordo che tra i compiti dello Stato vi sia la vigilanza contro i “costumi sessuali promiscui e irresponsabili”. Anche ammesso (e non concesso) che sia tra i compiti dello Stato quello di attuare una simile vigilanza, resta sempre un legittimo dubbio di buonsenso: non c’è nient’altro su cui “interpellarsi” in Commissione cultura?

Per accarezzare lo spirito retrivo di qualche parrocchiano le tre deputate hanno deciso di suonare la grancassa del sesso e della moralità (argomento che fa sempre cassetta, perfino nel XXI secolo). Ma farebbero bene a ricordare che “l’etica è una vittima incosciente della storia”. E questa volta, dopo avere aperto con Lauzi, chiudiamo con Battiato. Le Tre (onorevoli) Grazie ci scusino per la doppia citazione musicale.    

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