Formiche o cicale?
lunedì 31 luglio 2006
Il governo italiano ha in programma un taglio di 300 milioni di euro alle Università. Senza innovazione e ricerca l'Europa non andrà però molto lontano. Il nostro sistema sociale ed economico ha una visione strategica ancorata alla tutela di ciò che è stato acquisito dal passato: diritti, identità, conoscenze. Non ci si rende conto però che senza un costante investimento sul futuro gli acquisti del passato possono divenire rapidamente insostenibili e l'attaccamento a ciò che è stato può facilmente compromettere il futuro. Così, mentre i nuovi giganti dell'economia globale marciano a tassi di sviluppo che variano dal quattro all'otto per cento l'anno, l'Europa ristagna, investendo le sue risorse per mantenere i sistemi dei diritti (o privilegi?) acquisiti. Cosa sarà del nostro sistema economico e sociale in un futuro non troppo lontano? L'Europa vive come una cicala, mentre le formiche preparano le proprie scorte per un rigido inverno. Le soluzioni invece ci sarebbero: creare finalmente una rete integrata di ricerca europea, per ottimizzare i costi e fare economie di scala, innanzitutto. La logica che ha ispirato l'attuale governo italiano, che ha tagliato di 300 milioni di euro le spese per l'Università, lasciando ancora una volta intatti i privilegi economici della burocrazia statale e del mondo parassitario dell'assistenzialismo pubblico, risponde proprio alla peggiore logica della cultura pubblica europea: puntare sul passato e sacrificare il futuro. Ma per quanto potremo andare avanti in questo modo? Le formiche, nel frattempo, raccolgono i frutti della loro saggezza.

Andrea Bellantone
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