Addio Vizzini, a Messina il compito di non dimenticarti
sabato 16 maggio 2009

◊ di L.M.

Non è un vero editoriale. Sono poche righe scritte con il cuore e consegnate a tutti noi, per dedicare un attimo dentro i nostri frettolosi pensieri della vita moderna a un pezzo di storia di Messina e della fotografia italiana: il decano dei fotoreporter Michelangelo Vizzini, scomparso giorni fa.

Oltre 100 mila scatti la collezione personale. C'è cronaca, costume, una città raccontato nei suoi momenti migliori, penso alle immagini della Rassegna cinematografica che si svolgeva negli Anni Sessanta a Messina, fino alle pagine più delicate e tristi della città dello Stretto.
Personaggi, persone, momenti, cose che rimangono immortalati dalle sue fotografie. Lui è volato in cielo forse dove da lì continuerà a fotografarci e a scoprire gli scorci più bella della sua nuova città celeste e dimora. A noi rimane il compito di non farlo dimenticare. Qualche anno addietro Vizzini aveva ceduto il suo archivio alle istituzioni cittadine, credo alla Provincia, ma correggetemi se ricordo male. Il regalo più bello sarebbe quello di dare vita ad una mostra permanente attraverso la quale dare fruizione ai cittadini, e non solo, del capitale di storia che il fotoreporter ci ha lasciato.

Ci riusciremo? Non è facile a dirsi. Eurolab vuole provarci, insieme a tutte le persone, associazioni, istituzioni e amici che si vorranno mettere in contatto con noi, via telefono, mail o tramite facebook.
Una cosa è certa, non si può disperdere nella polvere e dare in pasto ai parassiti di vetusti scantinati quanto Vizzini ha saputo raccontarci per immagini. Senza tante parole, come era nel suo stesso carattere a volte taciturno, ma sempre maestro presente...

Non per niente ti chiamavi Michelangelo, un artista di mestiere, un professionista d'animo. Peccato Messina non ti abbia apprezzato fino in fondo per quanto meritavi. Tu e la vita degli altri raccontata per immagini. Il tuo archivio regalato alla e inutilizzato. Adesso è il momento di catalogarlo e offrirlo perennemente in una sala alla fruizione del pubblico messinese e non solo. Ciao Michel...Angelo!

 

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