| Haiti e la catastrofe |
| domenica 17 gennaio 2010 | |||||||
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Ieri mattina ricevo una mail e scopro che il terremoto di Haiti mi era più vicino del previsto. Ricordo degli studenti haitiani, conosciuti a Parigi, durante un mio viaggio di ricerca. Ironia della sorte, con quegli amici avevamo parlato a lungo del senso della catastrofe nel mondo antico e nel mondo moderno. Qualcuno di loro oggi sarà imprigionato sotto le macerie di un palazzo, altri staranno pensando a come sopravvivere in questi giorni di barbarie. A me non resta che riflettere sul senso della catastrofe, ammesso che vi sia un senso in tutto questo, ripercorrendo i temi delle nostre antiche discussioni.
Le grandi catastrofi hanno sempre avuto un senso rivelativo per l'uomo. Basta pensare al diluvio che gli dèi inviano per fermare il frastuono provocato dagli uomini, secondo l'antica saga mesopotamica di Gilgames. Oppure si può pensare ai grandi racconti di distruzione presenti nella Bibbia: Sodoma e Gomorra - e naturalmente, ancora una volta, il grande diluvio universale. La catastrofe, nelle antiche mitologie, gioca quindi il ruolo di una punizione, inviata dalle forze divine per sferzare un'umanità che pecca.
Andrea Bellantone
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